08/10/2017, 08:44

Sostiene Arbau » Lo spopolamento si combatte con la qualità della vita

Intervento al convegno Lo spopolamento delle zone interne della Sardegna, promosso dall'associazione degli ex parlamentari sardi, tenutosi il 6 ottobre.   

L’occasione di questo importante convegno promosso dall’associazione degli ex parlamentari è utile alla nostra comunità per ragionare assieme ai tanti ospiti e relatori su un fenomeno, quello dello spopolamento, che ci riguarda da vicino. Un dato empirico. Nei primi anni sessanta Ollolai contava oltre duemila e duecento residenti, oggi siamo poco meno di milletrecento.

Da cosa dipende il fenomeno è presto detto. Principalmente da una progressiva denatalità, tipica della società occidentale e di quella italiana nello specifico. Non ci sposiamo e non facciamo figli e quando lo facciamo è in età matura, quando fare figli o farne più di uno è sempre molto complicato.

Ma anche da fattori prettamente locali che si intersecano con fenomeni sociali strani, come l’incredibile, considerata la migliore viabilità ed i mezzi di trasporto attivati rispetto la passato, stanzialità che ci porta a rimanere radicati nel luogo dove si lavora. Un problema per paesi dediti alla pastorizia e privi di pascoli. Per capirci. Sino agli anni novanta i pastori lasciavano la propria famiglia in paese e loro facevano la spola, adesso tutti o quasi le famiglie dei pastori vivono nei paesi dove è ubicata l’azienda. Centinaia di persone che mancano all’economia ed al tessuto sociale della comunità. Stanzialità che incide anche per le professioni intellettuali, con la stanzialità che porta insegnanti, liberi professioni o impiegati a non prendere la macchina per fare trenta chilometri al giorno da e per la città più vicina.

E’ sconvolgente poi verificare che il paese si è spopolamento con l’attivazione di servizi che prima, quando era in corso il boom della natalità, erano inesistenti. Se si pensa che le scuole medie vengono attivate in paese solo nel 1962 o che il servizio idrico diventa diffuso solo nel 1963/64 con i lavori di adduzione svolti direttamente dai privati, oppure che le strade asfaltate diventano la normalità solo negli anni settanta.

Per questo la ricetta anti-spopolamento è come il sacro o santo graal: è utile cercarla e porla in essere anche se in realtà non esiste. Dopo vi parlerò di alcune cose che noi in questo viaggio stiamo facendo.

Noi ad Ollolai abbiamo una convinzione: si deve partire dalla qualità della vita dei residenti. Per questo abbiamo servizi sociali superiori alle migliori prassi europee, curiamo le povertà, vecchie e nuove, nel dettaglio e giorno per giorno. Ma soprattutto abbiamo una offerta di servizi scolastici, sportivi e culturali che fanno invidia alle città.

Ci siamo poi dedicati al rilancio dell’economia, convinti che solo il lavoro che viene dalle imprese possa scongiurare la fuga delle persone. Per questo stiamo lavorando come Unione dei Comuni per la costituzione del distretto del Fiore sardo, abbiamo sottoscritto una convenzione con la Grimaldi navigazione per garantire sconti sui trasporti marittimi ai turisti che vengono nel nostro territorio, concedere un bonus bebè triennale per la famiglie che procreano, attivato il  baratto amministrativo per i cittadini “virtuosi” che collaborano alla tenuta del decoro del paese, piuttosto che l’iniziativa più eclatante, quella delle case ad un euro.

Iniziativa in legge regionale, la n. 8/2015, precisamente all’art. 40, comma 9, approvata su mia proposta durante un’altra vita politica, che ad Ollolai abbiamo attivato nel 2016 con grandi risultati. Il meccanismo è semplice. Il Comune funge da intermediario acquisendo vecchie abitazioni in disuso per rivenderle, a prezzo simbolico, a cittadini del mondo che si impegnano a ristrutturarle.

Due case sono state ristrutturate, altre dieci a breve saranno assegnate ed inizieranno i lavori, con una lista d’attesa di oltre ottanta persone che ci chiedono l’acquisto di case ad Ollolai.

I risultati? Quelli pratici con lavoro per imprese edili locali, tecnici, elettricisti, idraulici e falegnami ma soprattutto famiglie e persone che diventano stabili nostri concittadini con il vantaggio sociale di testimoniare che questa non è un comunità fantasma destinata a sparire.

Ma non è tutto. Dietro, avanti e tutt’attorno del nostro progetto esiste un progetto turistico residenziale per fare si che le case ad un euro sia la molla per attrarre turisti che decidono di fare base ad Ollolai per godere della nostra Sardegna per trecentosessantacinque giorni all’anno.

Noi ci stiamo provando e per strada abbiamo trovato tanti alleati perché la fortuna aiuta sempre gli audaci.