11/02/2017, 13:44

Scrivono di noi » Barracelli, scoppia la rivolta. Gaetano Ledda. "senza di loro il territorio è sguarnito"

Interrogazione de La Base

Barracelli in rivolta per il taglio delle risorse. Gaetano Ledda ha presentato un'interrogazione (la trovi qui)

Sotto l'articolo de l'Unione sarda del 10 febbraio 2017. 

Barracelli, scoppia la rivolta

«Servono risorse adeguate, una nuova legge e le uniformi» - Nel mirino «le promesse tradite» del Consiglio regionale: «Non faremo l'antincendio»

Sedici centesimi all'ora per difendere il territorio dell'Isola da ogni genere di attacco, da fuoco e gelo, ladri e vandali. Sedici centesimi: a questa cifra «vergognosa e umiliante» si è ridotto il premio dato ai barracelli per fare un lavoro immenso e prezioso e portare avanti le tradizioni di un corpo speciale di polizia tra i più antichi d'Europa. I fondi regionali sono sempre meno, fino a qualche anno fa erano 4 milioni e mezzo, oggi (nel 2016 e nel 2017) sono diventati 3. Qualcuno sostiene: ci vogliono cancellare. E nella categoria - con molti sindaci e consiglieri a sostegno delle rivendicazioni - c'è aria di rivolta. Si parla di sciopero e di rifiuto a partecipare alla campagna antincendio, ma si vedrà. Perché c'è l'impegno della politica di rimpolpare di nuovo le risorse, e diverse altre promesse: dall'approvazione della legge di riforma delle compagnie, che giace abbandonata da tempo in Consiglio, al via libera sul disciplinare per le divise uguali per tutte le 5600 guardie, congelato, sembra, per un cavillo ridicolo, e la questione non è di poco conto se si considera che girando armati la notte per le campagne, senza un segno di riconoscimento evidente come un uniforme, si rischia di essere scambiati per banditi.

L'AUDIZIONE I rappresentanti delle compagnie barracellari Giuseppe Vargiu (Unione barracelli), Leonardo Pischedda (Compagnie barracellari) e Giovanni Chessa (Sindacato autonomo barracelli) hanno incontrato avant'ieri i componenti della Commissione bilancio del Consiglio regionale. «Sembra tanto che vogliano manovalanza gratuita, la Regione dimentica che siamo agenti di pubblica sicurezza e svolgiamo servizi essenziali. Non pretendiamo uno stipendio, ma neppure vogliamo essere presi in giro», sottolinea Vargiu, comandante della compagnia di Bessude. «È vero che siamo aumentati di numero, ma da quando c'è questa Giunta le risorse si sono assottigliate di anno in anno. Se non ci vogliono, lo dicano».
L'IMPEGNO Il presidente del parlamentino, Franco Sabatini, ha assicurato «1,5 milioni in più rispetto ai 3 milioni di euro previsti nella legge di stabilità per il 2017». Ma non basta a fare giustizia secondo Daniele Cocco, consigliere regionale ex Sel e sindaco di Bottidda: «Oltre a riportare la dotazione per i barracelli a 4,5 milioni per quest'anno, dobbiamo aggiungere 500 mila euro l'anno per recuperare quanto è stato tolto nel 2016. Ho discusso con l'assessore Paci, sostiene che i fondi per la polizia rurale li devono mettere i Comuni ma non è assolutamente così. Ci batteremo, anche per mettere finalmente mano alla nuova legge, inoltre, se l'assessorato agli Enti locali non approverà il disciplinare delle divise, presenteremo una mozione». Commenta Giovanni Chessa, comandante della compagnia di Sennori: «Per il momento siamo alle parole, attendiamo di vedere le cose concrete».
LA PROTESTA Gaetano Ledda, consigliere della Base, è uno che si è sempre schierato con i barracelli: «Senza di loro il territorio della nostra Isola sarebbe sguarnito, sono sempre i primi a intervenire in caso di incendi o di calamità, è necessario che lo stanziamento torni a 4,5 milioni». Nei giorni scorsi i sindaci di Siniscola, Posada, San Teodoro, Torpé e Budoni, lamentando riduzioni dei premi dal 68 all'89%, hanno scritto al presidente Pigliaru, spiegando che così muore un corpo «essenziale per il presidio a tutela dell'ambiente, dei beni identitari, della proprietà pubblica e privata».
LE ALTRE RICHIESTE I barracelli hanno chiesto di accelerare la revisione della legge istitutiva del corpo di polizia locale rurale (che risale al 1988). L'ultima proposta è datata 5 marzo 2015, dimenticata da tutti. Poi, vogliono l'approvazione del disciplinare delle uniformi. «Finora», spiega Vargiu, «non esistendo una regolamentazione, i barracelli si sono vestiti in base alla fantasia del loro capitano o dell'assessore comunale di turno, spesso pilotati dai venditori di attrezzature militari. Questa diversità è saltata agli occhi durante la visita di Papa Francesco, quando siamo confluiti tutti su Cagliari. Il disciplinare è stato consegnato due volte in Regione, la prima per mano da Claudia Zuncheddu, ma se ne sono perdute le tracce, la seconda, da noi, all'assessore Erriu, due anni fa».
Cristina Cossu