02/09/2016, 09:59

Scrivono di noi » Inqulini di Ospitone. Case a un euro, è boom

DA L'UNIONE SARDA

 

 

Un polacco vuole aprire un albergo, un toscano una locanda

Inquilini di Ospitone

Vado a vivere a Ollolai. Nel cuore della Barbagia, patria di Re Ospitone. Qui non c'è il mare, che però in auto si può raggiungere in quaranta minuti. C'è però aria buona, un'ottima qualità della vita, elemento capace di fare sempre di più la differenza per chi vuole abbandonare città intasate e stressanti.
LOTTA ALLO SPOPOLAMENTO Nel paese guidato dal sindaco Efisio Arbau, la proposta delle case a un euro, all'inizio guardata soprattutto all'esterno con diffidenza e ironia sta ottenendo un grande successo. Finora - in nemmeno un anno - da quando cioè il Comune prendendo spunto dalla legge regionale sul Piano Casa (primo firmatario proprio l'ex consigliere regionale Arbau) ha inserito la proposta nel programma elettorale e poi predisposto un bando, sono sessantaquattro le domande arrivate per poter acquisire un immobile con la formula low cost. Richieste arrivate finora da tutti gli angoli del pianeta ma anche da emigrati sardi - soprattutto di seconda e terza generazione - che vorrebbero tornare nell'Isola, magari per alcuni mesi all'anno con un approdo tutto loro.
BOOM DI RICHIESTE Al momento sono stati già firmati due contratti e si stanno avviando i lavori di ristrutturazione degli stabili donati dai cittadini di Ollolai all'amministrazione comunale che a sua volta li ha girati con la formula della donazione gratuita ai nuovi proprietari. La prima casa è stata acquistata da due fratelli di Ollolai che vivono a Milano ma che vorrebbero realizzare un alloggio nel loro paese di origine, mentre il secondo complesso - decisamente più ampio - è stati comprato da un imprenditore di Calasetta innamorato di questo territorio al punto che ha convinto altri suoi concittadini ad inoltrare la domanda, puntualmente arrivata in Comune.
IL SINDACO «Siamo molto soddisfatti. L'operazione si sta svolgendo senza la spendita di soldi pubblici e sta creando grande entusiasmo nella nostra comunità, ma anche tra possibili acquirenti che vengono da Polonia, Russia, Stati Uniti grazie alla rete internet. Pensate che sono comparsi annunci anche in cirillico», racconta Arbau. «Noi ci crediamo molto anche perché le ristrutturazioni oltre a consentire il recupero degli stabili produrranno un circolo virtuoso, dando lavoro alle imprese locali, e favoriranno il turismo e la socialità». Come non definirla una buona prassi in un paese che negli ultimi dieci anni ha perso trecento abitanti?. «La logica è quella di salvaguardare il territorio lavorando sull'esistente. Le domande aumentano di giorno in giorno. Tra le richieste c'è anche quella di un imprenditore polacco che vuole realizzare un albergo per suoi connazionali amanti della Sardegna e di un toscano che vuole una casa con giardino per aprire una locanda».

Luca Urgu