06/08/2016, 08:31

Scrivono di noi » Intervista a Marzia Cilloccu (assessore comunale Cagliari). "Il futuro è nel turismo". Da L'Unione sarda

 

«Non temo l'accusa di conflitto d'interessi, nel senso che non mi sono mai curata di ciò che la gente dice di me. Comunque non vedo rischi di questo tipo». Marzia Cilloccu è dentro la terza vita professionale. Nella prima è stata un'arredatrice d'interni; la seconda l'ha vissuta nella gioielleria di famiglia; da un mese guida l'assessorato al Turismo, Commercio, Industria e un'infinità di altre cose.

Eletta in Consiglio comunale (La Base) con quattrocento voti, per fare l'assessora ha ceduto il posto a un collega commerciante, Lino Bistrussu. «Mi hanno criticato, perché non tieni il posto fisso? »
Giunta troppo inesperta?
«Conosco quelli che erano già in politica - Paolo Frau, Luisanna Marras, Francesca Ghirra e Yuri Marcialis - tutte persone competenti e preparate. Nel complesso mi sembra una squadra ben assortita».
Perché lei è stata preferita a Cugusi?
«Zedda è stato molto chiaro: ci ha convocato assieme al rappresentante del Partito dei sardi, ha detto che era giusto darci una rappresentanza in Giunta e ha prospettato la mia designazione».
Perché?
«Per le competenze specifiche e per salvaguardare le quote rosa».
Domenica scorsa i croceristi hanno trovato i negozi chiusi.
«Solo una minoranza di attività aveva le serrande abbassate. È stato un bel segnale».
I commercianti hanno accusato il Comune di non organizzare eventi.
«Sono d'accordo con loro, non abbiamo avuto il tempo per farlo. Rimedieremo alla prima occasione utile».
È sempre una città di bottegai?
«Non come un tempo. Abbiamo imparato ad accogliere i turisti col sorriso, a parlare le lingue straniere, a collaborare tra commercianti. E ora c'è la necessità di un'app che metta assieme musei, shopping e appuntamenti».
Evidentemente lei non si fida dei colleghi perché li ha martellati per giorni: «Domenica arriveranno novemila turisti, aprite i negozi».
«La comunicazione è fondamentale. Sempre. Ieri, per esempio, ho incontrato negozianti e residenti del Corso per condividere i tempi degli interventi pubblici in tutta la zona».
Domenica la città era sporca, un brutto biglietto da visita: colpa di chi?
«Dobbiamo ragionare sugli orari di conferimento, lo si potrà fare con il nuovo appalto».
Vale la pena investire nel turismo croceristico?
«Chi mi ha preceduto ha fatto un bel lavoro. Dobbiamo curare ancora di più un settore che può dare molto, soprattutto per quelli che - colpiti dalla città - decideranno di tornare in vacanza».
Movida e proteste alla Marina: la soluzione?
«Il quartiere è in una posizione strategica, con una intensa vita notturna. Va valutata e resa compatibile la convivenza tra i residenti, chi ci lavora e chi si diverte».
Cagliari città turistica è solo uno slogan?
« Ni . Ancora non meritiamo il titolo, ma stiamo andando nella direzione giusta. Dobbiamo remare tutti nelle stessa direzione».
Chi non lo fa?
«Quelli che protestano per la movida notturna e poi dicono che bisogna puntare sull'industria delle vacanze. È un controsenso che va portato a ragione».
Cosa manca alla città?
«Sfruttare ciò che già esiste».
Per esempio?
«I percorsi di Tuvixeddu sono stati riqualificati ma nessuno lo sa. Mancano la segnaletica e la promozione».
Nuovi hotel per i turisti?
«Si può utilizzare ciò che già esiste. Penso ai tanti immobili di Calamosca».
Buoncammino?
«Se un giorno sarà nella disponibilità del Comune, potrà diventare un campus universitario».
Contraccolpi per il disimpegno di Ryanair?
«La riduzione del numero dei collegamenti ha prodotto un calo degli affari per tutti, chi più e chi meno».
Ha la delega per la Film commission: cosa farà?
«Il sindaco ci crede molto e anch'io. I nostri quartieri sono un set ideale per i film, ma anche per le fiction. Abbiamo un clima meraviglioso che consente di avviare produzioni tutto l'anno».
Carrefour apre 24 ore su 24: un modello esportabile dentro la città?
«Non bisogna farsi contagiare dal fenomeno città mercato. Ciascuna attività commerciale ha la sua clientela, i piccoli come i grandi, a patto che facciano cose diverse».
Cagliari era la città dei call center: ora chiude la Nuova Karel e perdono il lavoro 138 persone. È finita un'era?
«Il capoluogo ha una logistica fantastica per i call center, difficile che perda questo primato».