20/03/2013, 10:49

La linea » Ragazzo triste

di Alessandra Corrias

Lo so, non è facile. Sei solo nella tua cameretta. I pomeriggi sono lunghi, i compiti li hai già fatti, o non hai voglia di farli. Riempire gli spazi è difficile, fortuna che c’è Facebook. Ciondoli da una pagina all’altra dei tuoi “amici”. Potresti scrivere quello che vuoi, ma non sai cosa. È difficile mettersi a nudo, esprimere un pensiero tuo, magari poi c’è chi ti risponde, e non sapresti come fare.
Pensi che dietro uno pseudonimo ti sentiresti meglio. Nessuno sa chi sei, adesso si che puoi dire quello che vuoi. Ma cosa? Come si può esprimere la noia, lo smarrimento, i dubbi che ti vengono, il fastidio per ciò che non conosci?
Poi, da quando hanno inventato l’adolescenza è ancora più complicato. Ci siamo passati tutti.
Cose che ci fanno arrabbiare e ancora non sappiamo come reagire. Meglio pensare ad altro, magari si trova uno sfogo. Insultare gli altri, per esempio, è uno sfogo. Una via d’uscita passeggera, non ti darà molta soddisfazione, non risolverà il problema. Ma del resto, anche molti adulti ci cascano, quindi perché non tu?
Forse se ti avessero dato un bacio in più, quello che desideravi. O un abbraccio. O attenzione.
Ma sei ancora in tempo.
Come vedi, sei riuscito ad attirarla, l’attenzione. Ora osserva bene cosa sta succedendo. Tu insulti, offendi. Ma la tua vittima non è sola. È circondato di amici e persone che la difendono. Guarda e prendi esempio, anche tu potresti essere difeso, anche a te potrebbero stare vicino.
Quello che è successo nella tua scuola, il liceo classico di Nuoro, è una bellissima notizia.
I tuoi compagni, reagendo con prontezza e intelligenza alle offese che tu e i ragazzi tristi avete inflitto ad altri, ti hanno dimostrato che nessuno sarà lasciato solo.
Quindi, neanche tu.