14/02/2013, 13:31

La linea » Inceneritori di soldi pubblici

di Alessandra Corrias

Vediamo di dare un senso alla notizia del giorno. Massimo Cellino arrestato per peculato e falso in bilancio.
E’ accusato, insieme ad altri fra cui il sindaco di Quartu, di aver usato soldi pubblici  - ripeto, soldi pubblici – per costruire lo stadio Is Arenas.
Questo arresto avviene all’indomani di un articolo sulla Nuova Sardegna, a firma di Paolo Merlini, che ripercorreva alcuni dei fatti più gravi legati al contratto d’area di Ottana.
Cosa c’entra? C’entra eccome, perché anche in quel caso si tratta di soldi pubblici – tanti, tantissimi soldi pubblici – rilasciati con incredibile leggerezza dalla politica ai privati e poi spariti nel nulla.
C’entra eccome, perché la storia è sempre la stessa: mentre i comuni mortali non hanno nessun accesso al credito che permetta loro di intraprendere qualsiasi attività, mentre le imprese oneste si vedono chiudere le porte delle banche o negare l’accesso ai fondi di sviluppo perché resi inavvicinabili dagli ostacoli burocratici, ai soliti furbetti dal nome esotico o dalla faccia da schiaffi vengono regalati milioni di euro pubblici così, senza garanzie, senza tutele, senza controlli.
O peggio, in totale complicità fra la politica e suddetti personaggi.
È una storia tutta italiana, ma in particolare è una storia tutta sarda. È la nostra storia e la nostra disgrazia.
In questa campagna elettorale capita, come è giusto che sia, che le persone mi chiedano: dammi un buon motivo per votare La Base al Senato. Ad esempio, quali sono le vostre proposte per lo sviluppo?
Le nostre proposte sono semplici, talmente semplici da essere considerate incredibili.
Il lavoro lo fanno le imprese. Per creare lavoro, e sviluppo, ed economia, bisogna sostenere le imprese. E le vogliamo sostenere prestando loro i soldi di cui hanno bisogno a tasso zero.
“Ma come a tasso zero? - (Scandalo!) – e chi li darebbe questi soldi a tasso zero?”
Risposta: gli stessi che fino ad oggi invece di prestarli ai nostri imprenditori onesti li hanno REGALATI e sottolineo REGALATI a truffatori che si son riempiti le tasche e poi son fuggiti senza lasciare neanche uno straccio di posto di lavoro.
Tranquilli, che con questo piccolo accorgimento – no al fondo perduto, sì al tasso zero – una buona selezione all’ingresso è già assicurata. Perché il comune mortale il debito lo onora. Allo scroccone miliardario, la sola idea di dover restituire il denaro, pur se a tasso zero, fa venire l’orticaria. Altrimenti, forse, non sarebbe miliardario.