12/02/2013, 10:39

La linea » Dov’era lei a quell’ora?

di Alessandra Corrias

Dove eravamo ieri quando è arrivata la notizia delle dimissioni di Papa Ratzinger?
Dov’era lei a quell’ora? Non è solo il titolo di una triste canzone degli Alunni del Sole (che mi tocca ascoltare quando metto su il vinile). E’ la domanda che spesso ci facciamo quando ricordiamo gli avvenimenti storici a cui abbiamo assistito nella nostra vita. Dov’ero io quando son crollate le torri gemelle? Roma, quartiere San Giovanni. Via Veio. Dalla finestra della cucina si vedeva la Basilica, e scrutavamo il cielo in attesa di qualche attacco. Le immagini delle torri le ho viste con la mia migliore amica in una stanza di due metri quadrati dove prima c’era un bagno. Me lo ricordo come fosse oggi. Avevamo paura.  Dov’ero io quando ho avuto la notizia delle dimissioni del Papa? Su Facebook. E non ho avuto neanche il tempo di capire, di metabolizzare. Di chiedermi perché. Di sentire che stavo vivendo un altro momento storico. Perché subito sono arrivate le parodie, le battute, il sarcasmo.
E  fotomontaggi con il solito Berlusconi.
Non è stato un bel momento da raccontare a mio figlio quando studierà storia contemporanea. Non avrò da trasmettergli il silenzio, la preoccupazione, i sentimenti miei e di chi mi circondava nel momento in cui il Papa si dimise.
È un rammarico che mi porterò dietro e che mi fa riflettere.
Da quello che leggo stamattina sui giornali, non sono l’unica ad avere la sensazione che la potenza di questo gesto sia stata sottovalutata a caldo e che invece costituirà una valanga a partire dall’immediato futuro.
Sarà un colpo mortale per la sguaiatezza, per la violenza verbale. Ci salverà, forse. Più di tutte le vignette su Berlusconi. Non lo so se è un caso che questo gesto così forte, così inaspettato, così rivoluzionario, arrivi in concomitanza con l’ennesima pornografia di una campagna elettorale spinta ai limiti della bestialità. Lo considererei un segno divino, se fossi abbastanza credente.
Mi appassionerei alle dietrologie, se fossi abbastanza presuntuosa da credere di poter immaginare la verità.
Mi accontento dell’effetto, per una volta, senza voler indagare la causa.
Saranno gli storici a spiegarci cosa è successo veramente, se mai lo scopriranno. Mi basta l’effetto, ed è quello che desideravo da tempo e per cui avevo perso le speranze. Da oggi tutto quel rumore sarà meno invadente. Chi griderà sarà finalmente fuori luogo. Con un solo gesto, questo Papa così antipatico, a me per prima, ci ha fatto un regalo inaspettato, e se non riusciamo a capire neanche questo l’inferno ce lo meritiamo davvero. Parlo di quello in terra, naturalmente.
Dov’era lei, a quell’ora? Ero su Facebook, guardavo vignette, leggevo battute, ma non ridevo. Speravo.