06/02/2013, 13:57

La linea » La Base e Grillo, Grillo e La Base.

di Alessandra Corrias

Molti mi chiedono perché spesso parlo o scrivo di Grillo e del Movimento 5 stelle e non degli altri, in questa campagna elettorale.
Facile: perché sugli altri non c’è niente da dire. Potrei sprecare il mio tempo a far notare l’imbarazzante balletto del PD che si fa manovrare da Vendola per attaccare Monti, salvo poi accorgersi che senza Monti non andrà da nessuna parte? Dovrei sprecare la mia pazienza a cercare di far capire a persone accecate dall’ideologia che per stare appresso alla fumosità di un’idea di sinistra che non offre soluzioni, si rischiava ieri l’incertezza governativa, e oggi persino la sconfitta, di fronte alla rimonta quotidiana di Berlusconi?
No di certo.


Parlo di Grillo perché sono circondata da gente che sembra intenzionata a votarlo.
Molti dei miei amici, almeno alla Camera (perché al Senato, per fortuna, c’è La Base) voteranno Grillo. Anche molti giovani della Base di tutta la Sardegna sono intenzionati a votare Grillo alla Camera. E io non posso ignorarlo, cerco di capire. Non sono fra loro, è evidente. Ci sono cose che non mi piacciono nel Movimento 5 stelle. Non mi basta sapere che quelli che entreranno in Parlamento sono volti nuovi, perché non sono convinta di come sono stati scelti. E a proposito di Tsunami tour, avrei voluto vedere le stesse piazze se a parlare ci fossero stati solo i candidati. Sono diffidente, e non particolarmente attratta dalla folla.
Cerco di capire e mi disturba la chiusura che trovo quando provo a confrontarmi.
Molte cose accomunano La Base e il Movimento 5 stelle: la voglia di rinnovare, l’abbattimento dei costi della politica (non a caso solo noi e loro abbiamo stabilito che gli eletti dovranno ridursi drasticamente l’indennità. Su questo fronte tutti gli altri tacciono, persino i rivoluzionari civili).
Ma altre cose ci dividono, e penso che il nostro capolista al Senato, per poter essere tale, ha dovuto guadagnarsi 1.800 voti alle primarie, mentre i capolista sardi a cinque stelle circa 200. Ci divide il fatto che noi guardiamo alla Sardegna, mentre il Movimento di Grillo è nazionale, ha un’infarinatura molto generica sui territori che va a rappresentare, e ciò è dettato dalla sua struttura e dalle sue metodologie eccessivamente, secondo me, virtuali. Molti grillini, quando pongo questo problema, mi rispondono che è una fase temporanea dettata dalla giovane età del movimento, e che col passare del tempo si struttureranno meglio.
Sono diffidente anche su questo, perché so fin troppo bene cosa significa strutturarsi rinunciando al finanziamento pubblico ai partiti (anche questo ci accomuna): conosco le pressioni, le divisioni che son sempre in agguato, le tentazioni e gli scontri, che hanno il sopravvento se il collante che unisce i membri di un gruppo non è abbastanza forte.
Quando il collante non sono i soldi e gli incarichi (che prima o poi arrivano sempre, se si ha pazienza, nei vecchi partiti) i deboli di cuore tagliano la corda.
Io, i membri della Base li conosco uno ad uno, li ho sempre guardati in faccia, e ho visto deboli di cuore andar via. Ma essendo presenti ogni giorno, ognuno di noi, nei nostri territori, per ogni debole di cuore perso, ho visto almeno altri tre coraggiosi arrivare, e nonostante tutto siamo giunti sani e salvi fino a qui: dalla provincia di Nuoro all’intera Sardegna. Dalla Sardegna, forse, al Senato.
Grazie a uno zoccolo duro di persone fortemente motivate che hanno mantenuto la barra dritta nonostante i canti delle varie sirene. E, giuro, ce ne sono state tante, di sirene.
Il Movimento 5 stelle saprà fare questo? È uno dei tanti dubbi che ho, ma non significa che non sia disposta ad ascoltare i miei amici, fuori e dentro La Base, anche in considerazione di tutte le volte che hanno ascoltato me.