02/10/2014, 07:12

Detto Fatto » Arbau: "marchio di qualita bocciato? e' la conferma di quanto dico da tempo"

La notizia che il governo impugna la legge regionale sui distretti rurali ed il marchio Sardegna mi sembra la conferma di quello che vado dicendo da tempo: o l'Assemblea dei sardi o una ventina di sardi nel parlamento italiano. Entrambe le cose non servono ed anzi fanno reciproco danno e spreco. O siamo figli di uno Stato centralista o di uno federale. Io sono per la seconda ma e' come dire che sono un tifoso del Cagliari o che la Sardegna la comandino i sardi.

  È una legge voluta da maggioranza e opposizione, che riconosce e tutela l'agrobiodiversità del territorio sotto il profilo economico, scientifico, culturale e ambientale. Poi: istituisce i distretti, punta a valorizzare il patrimonio di razze e varietà locali, a promuovere e garantire la tipicità dei prodotti agricoli, nel rispetto delle tradizioni, dei saperi e dei sapori locali. Tutto ricondotto a un “marchio collettivo”, simbolo di tracciabilità ed eccellenza.

 Questa legge, approvata dal Consiglio regionale ad agosto, è stata impugnata dal Consiglio dei ministri, in quanto «eccede le competenze statutarie, e viola la Costituzione».
Luigi Lotto (Pd), che l'ha voluta e illustrata in Aula, è pronto da un lato a dialogare, dall'altro a difenderla a tutti i costi. «Vediamo quali sono esattamente le motivazioni», spiega, «se ci chiedono piccole modifiche siamo pronti ad apportarle, ma non siamo assolutamente disposti a cancellare il provvedimento. Anche perché di analoghi, ne hanno altre Regioni italiane». Non è stata contestata tutta la normativa, sembra che i punti che il Governo ha intenzione di portare all'attenzione della Corte costituzionale riguardino la questione della sede legale in Sardegna per le aziende che avrebbero diritto al marchio, le sanzioni nei confronti di chi non si mette in regola, e il marchio collettivo in sé.
L'assessore all'Agricoltura, Elisabetta Falchi, fa sapere che la Giunta fornirà «il massimo sostegno al Consiglio regionale per organizzare la replica all'esecutivo nazionale». Sottolinea di aver sostenuto «l'iniziativa del Consiglio perché ritengo che si tratti di una legge importante per rilanciare l'agroindustria sarda. Se si tratterà di piccole modifiche formali credo che si possano apportare. Se invece il governo vuole intervenire sul diritto della Sardegna a legiferare in questo campo dovremo dare battaglia».
Di avviso completamente diverso Confindustria. «L'impugnazione è la conferma della posizione di Confindustria Sardegna, che ha sempre sostenuto - e segnalato alla Commissione attività produttive - come tale provvedimento risultasse in palese contrasto con la normativa nazionale ed europea, oltre che essere totalmente controproducente per l'intera filiera sul piano produttivo e del marketing». E aggiunge: «Appesantimenti burocratici, sovrastrutture organizzative, con duplicazione e sovrapposizione di marchi e disciplinari, nel tentare d'avvantaggiare una porzione della filiera, peraltro spesso assai lontana da standard minimi di qualità ed efficienza, rischiano paradossalmente di danneggiare pesantemente tutto il comparto». (cr. co.