15/05/2014, 07:18

Rassegna stampa » Arbau: «No alla burocrazia, sì alla limba». Da l'Unione sarda

Il Rettore Mastino attacca Corongiu su labaseonline.it

«Un cavillo burocratico non può fermare la lingua sarda. E non può impedire alla Regione di continuare a servirsi di un dirigente che ha dimostrato professionalità e competenza». Efisio Arbau, avvocato di Ollolai è il capogruppo di Sardegna Vera. Oggi porterà allo scoperto in Consiglio regionale una questione di cui sinora si è bisbigliato: il 16 maggio scade il mandato di Giuseppe Corongiu, giornalista, 49 anni, dal 2008 direttore dell'Uffìtziu Limba e Cultura della Regione. Siccome è “in comando” dal Comune di Quartu, in virtù di una norma del 2011 non può essere confermato. Se non con un provvedimento ad hoc. Che per Arbau e altri consiglieri (politicamente trasversali) è urgente. «Non possiamo disperdere il lavoro fatto. Urge una nuova programmazione per la lingua e la cultura sarda», sostiene il capogruppo del Partito democratico Pietro Cocco. Per altri, non c'è fretta. «È una decisione delicata, da valutare con attenzione. Solo dopo aver verificato l'efficacia delle politiche linguistiche attuate dall'Uffìtziu», ribatte Paolo Zedda di Soberania e Indipendentzia.

Il nome di Giuseppe Corongiu è legato alla Limba sarda comuna, la variante ortografica sperimentale varata dal presidente Renato Soru per i documenti in uscita dalla Regione. E che il suo successore Ugo Cappellacci (col sostegno del Consiglio) ha confermato nel Piano triennale 2011-2013. Dando il via libera all'Uffìtziu per far arrivare la limba comuna nelle scuole, nei libri, nei notiziari. È stato un bene? O sarebbe stato meglio coltivare il doppio standard campidanese/logudorese? La Lsc si può modificare, migliorare? Il dibattito infuria nei siti web. Silenzio totale in Regione. L'assessora alla Cultura Claudia Firino, interpellata anche a Oristano, nel corso della presentazione del correttore ortografico in lingua sarda, si è limitata a un enigmatico «decideremo consultando tutti». Inutile, per tutta la giornata di ieri, telefonarle e lasciarle messaggi. Fra i militanti del variegato Movimento linguistico incomincia a diffondersi la paura che l'uscita di scena di Corongiu sia l'occasione per fermare non solo la Lsc, ma la lunga marcia verso il bilinguismo.

«È urgente che ragioniamo pubblicamente sulle politiche linguistiche. Che decidiamo se proseguire col codice unico o se tornare all'arcipelago dei dialetti», incalza Efisio Arbau, convinto fautore della Lsc. Con i compagni del suo gruppo ha presentato una proposta di legge per autorizzare il proseguimento del comando quando sia «a rischio la continuità di alcune importanti attività» dell'amministrazione. Norma da approvare con procedura d'urgenza. Ma nella conferenza dei capigruppo si sono opposti i Riformatori e Soberania. «Non si può fare una leggina ad personam che contraddice le linee guida del presidente Francesco Pigliaru e dall'assessore Gianmario Demuro in materia di riorganizzazione, trasparenza ed efficienza della macchina regionale», sostiene il consigliere Zedda. Dentista di professione, ma anche poeta e improvvisatore in lingua sarda: «La Lsc in Campidano è rifiutata», dice. «Bisogna verificare l'impatto reale della politica linguistica degli ultimi dieci anni, non occuparsi del futuro di un dirigente che può essere ben sostituito». Contro Corongiu si schiera, in maniera inusuale, su Facebook e via email, il rettore dell'Università di Sassari Attilio Mastino, che invoca «discontinuità rispetto alle politiche linguistiche del centrodestra». Ovvero «più investimenti, più competenza, più democrazia, più amore per la Sardegna». Una decisa difesa arriva dal capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis: «Il mio partito apprezza il lavoro svolto dall'Ufìtziu Limba e non vuole che siano vanificati i risultati di questi anni». Il conflitto si ripropone oggi. Perché Efisio Arbau preannuncia che chiederà una proroga per i dirigenti in comando attraverso un emendamento al ddl 11. Che si occupa di cimiteri, dighe, de minimis.
Daniela Pinna