07/10/2013, 09:17

Kalarikes » Il crepuscolo dell’estate a Janna Nurai

di Matteo Marteddu

Giornata forte sul nastro d’asfalto che ci porta sotto Janna Nurai. Si allontana la eco dei rumori delle cortes di Lula. Blu intenso lassù, contrasto e composizione pittorica con il bianco del calcare tra Turuddò e Punta Catirina. La salita del gruppo “ Sentieri di Barbagia”, voci e silenzi. Il bosco de Sas Patatas gronda ancora dell’umidità e delle piogge della notte. Primo obiettivo la grande grotta di Omines Agrestes. Un antro pauroso che penetra nel costone della montagna, scrigno di memorie del passato, di narrazioni oscure, sentinella che guarda e scruta l’intera vallata verso le Baronie. Esploriamo la grotta e ripartiamo. Aggrediamo i ripidi tornanti verso Punta Catirina. Sentiero difficile tra tappeto di foglie morte e calcare scivoloso. La montagna su apre l’immensità della Sardegna del nord. Tutto ai nostri piedi: villaggi, campagne, foreste, mare, Tavolara. Quel rosso acceso sulle pietre, dovrebbe segnare un improbabile sentiero; è solo uno sfregio inutile e offensivo, di mani ignobili. Cancellatelo rapidamente.  In discesa riscopriamo “Sa tumba ‘e Nurai”; pozzo senza fondo dentro la roccia, evoca storie terribili, nella memoria collettiva. Al rientro, Lula offre le sue Cortes, come può, di questi tempi.