10/06/2018, 10:04

Territorio » La Repubblica - Il paese sardo che rinasce grazie a un reality

Da La Repubblica del 3 giugno 2018

 

La storia

Ollolai diventa un set

Il paese sardo che rinasce grazie a un reality

Per ripopolarsi case in vendita a un euro Dall’Olanda cinque coppie e tv al seguito

CRISTINA NADOTTI

Dalla nostra inviata

Al bancone del bar di Ollolai, Fabio Chessa sorseggia il suo caffè e osserva la troupe olandese che riprende i nuovi abitanti del paese: «Questa è una cosa bellissima — commenta con il suo italiano perfetto ma dai suoni durissimi del sardo — magari l’avessero fatta anche a Orune, dove abito io». Nel centro della Sardegna, nel cuore della Barbagia, Ollolai ha già vinto la sua scommessa: la vendita di case a un euro fa numeri importanti e soprattutto ha portato tra i muri di granito una ventata di novità, movimento, spilungoni biondi che salutano tutti e consumano litri di cappuccino nei bar. E poi c’è la notorietà, perché l’improvviso interesse degli olandesi per il paese, nato dopo il servizio della tv Rtl sulle case a un euro, è sfociato in un reality. Dall’inizio di maggio è in registrazione “Un villaggio italiano”, programma che racconterà come cinque famiglie olandesi, che hanno acquistato le case a un euro, riusciranno a ristrutturarle e a iniziare una nuova attività a Ollolai. 

A Danielle Van den Heerik e Joey van Essen è toccata la più malandata, forse perché Danielle, 26 anni, fa l’imbianchina e Joey, 31, all’Aja aveva un’impresa di ristrutturazioni. Hanno portato sul furgone la loro Vespa con la bandiera italiana e anche se nella casa a loro assegnata ci sono a malapena i muri maestri, hanno già messo fuori un tavolino e duesedie che guardano verso la splendida montagna di Ollolai.

«Abbiamo sempre sognato di vivere in Italia — dice Danielle — ci venivamo in vacanza, ma questo è un paradiso. Ce lo aspettavamo molto più tranquillo, ma ogni sera c’è qualcosa, come la corsa degli asinelli, il ballo in piazza...

Peccato soltanto per la siesta, dalle 13 alle 16 è tutto chiuso».

Chi si è adeguato ai ritmi degli olandesi non è pentito, come il bar sulla via principale, diventato il quartier generale del reality.

«Adesso si lavora a tutte le ore — dice Mara, la barista — e poi sono simpatici, anche se parlano poco l’italiano».

Danielle e Joey vogliono aprire un’agenzia di organizzazione matrimoni per stranieri: «La gente è pronta a collaborare — dice Danielle — nel ristorante dove andiamo sempre, prima c’erano soltanto alcune cose, adesso Tommy ci prepara anche gli hamburger». Al “Circolo Laralai”, deserto, chiediamo di mangiare qualcosa alle 14 e, altro che siesta, Tommy fila via veloce e ricompare con giacca da chef, bandana d’ordinanza, menù in inglese, scusandosi se ha tradotto guanciale con “pillow”. «Eravamo già attrezzati per i celiaci — dice — ma adesso sperimento con il tofu e lo zenzero. Non sono soltanto le famiglie e la troupe, arrivano un sacco di curiosi». Come se fosse davvero tutto un set, in piazza ci ferma una coppia, chiaramente straniera: «Scusi signora, lei vive qui? — chiedono — Sa qualcosa delle case a un euro?». I due sono di Rotterdam, al momento in vacanza in Sardegna. «Visto che eravamo in giro volevamo capire meglio». Li dirottiamo su una dei giovani volontari che hanno creato il gruppo whatsapp “Guide Ollolai” apposta per dare una mano agli olandesi, e lei a sua volta li indirizza alla neonata “Agenzia della casa”. Tutto il paese è mobilitato nell’impresa, non si trova una voce discorde neanche a cercarla. «So che Ollolai è un paese vivace — dice il sindaco Efisio Arbau — ma sono un po’ stupito anche io, mi aspettavo qualche lamentela perché siamo sempre tutti davanti alle telecamere». Il primo cittadino ora rilancia: «I numeri ci incoraggiano: oltre cinquecento domande di persone da tutto il mondo, dalla Malaysia agli Stati Uniti; due case già ristrutturate; altre sette assegnate, di cui cinque alle coppie olandesi; ed altre venti in assegnazione. Visto il successo, anche in chiave anti-spopolamento, sperimenteremo l’affitto ad un euro, per coppie con figli in età scolare e con un reddito o una professione dimostrata, e l’affitto dei locali commerciali, sempre al prezzo simbolico di un euro alla stessa categoria di richiedenti.

L’idea è di attrarre giovani professionisti con famiglia e quindi segnare una ulteriore tappa di un progetto di successo».