18/01/2013, 21:50

I candidati al Senato » Intervista al candidato del Sulcis. Gianluca Locci

Nome e Cognome Anni Professione Vive a Titolo di studio
Gianluca Locci 40 Precario Tratalias Laurea in scienze politiche  Specializzazione e Master

Oggi siamo nel Sulcis. Patria della crisi per eccellenza. E’ qui che vive Gianluca Locci, 40 anni di Tratalias. Un’eccezione nel panorama politico italiano, non nella Base, che abbandona un porto sicuro per navigare a mare aperto “un’avventura stimolante e soprattutto libera”. Gianluca, vicesindaco di Tratalias da sette anni, era fino a pochissimo tempo fa vicesegretario provinciale del Partito Democratico. Insomma oramai, come da costume da quelle parti, stava per arrivare il suo turno. Invece che fa? Abbandona la fila.

 

Perché?
“Per me la politica è sinonimo di libertà, passione e concretezza. Il partito Democratico non mi rappresentava più, per loro le regole sono interpretabili. Gli esempi sono troppi: dalle primarie negate a Efisio fino all’ultima di questi giorni, in cui le stanno cambiando ancora una volta in corso. Questo significa penalizzare i più deboli e assenza di democrazia. Non mi interessano le cariche personali, la politica per me è dare delle risposte concrete ai cittadini”.


Possibilità e speranza che invece vedi nella Base.
“Ho seguito le vicende della Base sin da principio. E’ un movimento che conoscevo e apprezzavo dall’esterno e ora che sono organico ancora di più. Mi colpisce l’approccio diverso verso la società. Regole chiare; la ricerca e i giovani come pilastri del suo programma. Da non dimenticare la rinuncia al finanziamento pubblico dei partiti e il patto che abbiamo firmato con i cittadini per cui agli eletti del nostro movimento andrà un’indennità di carica di 3 mila euro, gli altri saranno invece investiti sui giovani”.


Un giovane amministratore che ora si candida al Senato.
“Fare l’amministratore locale è una palestra molto formativa. Impari a fare politica a contatto con le persone delle quali conosci da vicino i problemi e che a loro volta ti fermano per strada per chiedere conto del tuo operato. Mondo estraneo ai politici di professione e ai cosiddetti tecnici. Entrano in un mondo che non conoscono e per questo viaggiano in una strada parallela alla reale. Negli enti locali nasce la buona politica e gli esempi virtuosi che poi vengono riproposti nei piani più alti. Nel 2007 a Tratalias abbiamo messo a bilancio 40 mila euro per le borse lavoro, siamo stati il secondo Comune in Sardegna. Sono quelli che oggi chiamano tirocini con voucher, proposti da Provincie e Regione. Un progetto che mi ha dato tanta soddisfazione”.


Oggi le primarie sono di moda. Tutti ne sono innamorati. La Base, che nasce proprio dalle primarie negate a Nuoro, le ha scelte come metodo di selezione per i propri candidati. Come le hai vissute, tu che sei stato uno dei protagonisti con un successo inaspettato per molti?
“E’ un metodo che per La Base vale sempre, e non ad intermittenza. Per noi il voto degli elettori è legge. Le nostre sono state primarie vere, non alla camomilla come in altri partiti in cui si sono presentate liste bloccate anche alle primarie”.


Adesso la campagna elettorale. Come intendi affrontarla?
“Beh a contatto con le persone. Ascoltando e spiegando cosa pensiamo. Il nostro programma è il nostro movimento. Non lo scriviamo e adattiamo a seconda della competizione elettorale. Era alla base delle primarie, lo abbiamo sottoscritto tutti noi candidati. Noi non chiacchieriamo nell’iperuranio, siamo gente comune che ha delle idee”.