30/01/2013, 20:52

I candidati al Senato » Ignazio Piras: "I giovani non guardano nè a destra nè a sinistra, guardano il futuro."

Intervista e video intervento.

Nome e Cognome Anni Professione Vive a Titolo di studio
Ignazio Piras 57 Medico veterinario Dualchi Laurea in veterinaria

 

Ignazio Piras è il capolista al Senato. Posizione conquistata sul campo grazie alla vittoria delle primarie con oltre 1800 voti. Ignazio è stato per 10 anni sindaco di  Dualchi, ora è consigliere nella provincia di Nuoro: ruolo che non costa niente ai cittadini perché ha rinunciato a gettoni di presenza, pc, cellulare e privilegi vari. A Nuoro non lo fa nessun altro. Insomma la politica non la fa per i soldi. 

Ma perché ti sei candidato con La Base? 

“Ho scelto di entrare a far parte del movimento La Base perché condivido il progetto e le azioni che si possono mettere in campo  per  rendere meno incivile la nostra società che sta attraversando una crisi economica epocale. Nella Base si ragiona come un sindaco: vicino ai cittadini con idee concrete, nel mondo politico professionistico invece si parla tanto ma non si conclude nulla”.

Che idea ti sei fatto di queste campagna elettorale?

“Dovevano essere le elezioni  del rinnovamento invece nulla o poco è cambiato. Le liste dei partiti sono piene di volti impresentabili. Si parla poco dei problemi reali che tengono in ansia la maggioranza degli italiani perché il loro obbiettivo è di buttare fumo negli occhi degli indecisi pronti a ricadere nei tranelli di sempre, nelle solite promesse. Purtroppo questi politici di professione non conoscono la parola vergogna: quando erano seduti sui banchi del governo per quale motivo non si sono attivati per migliorare le cose?

Perché?

La vera ragione è che sono intenti a mantenere i loro privilegi. In questo modo la gigantesca onda di disgusto dell’opinione pubblica nei confronti di questo mondo e le sollecitazioni per ridurne i loro costi restano inascoltate .

Cosa proponi?

Bisognerebbe riportare lo Stato a dimensioni accettabili alle forze del paese. Abbiamo 100 università, di queste poche godono di credibilità internazionali. Ne basterebbero 30 riconosciute a livello internazionale; investire risorse sulla ricerca; dare l’opportunità ai giovani di frequentare università all’estero; creare le condizioni e le opportunità per un loro rientro. La scuola deve recuperare la sua missione originaria: educare al pensiero, insegnare il giudizio, la logica, la critica. Basta con la cultura in cui vince chi grida di più. Occorre individuare quali sono le potenzialità della nostra isola nelle politiche economiche, ambientali, industriali, turistiche e agroindustriali, mettere insieme le diverse forze politiche che possono condividere proposte  nell’interesse di tutti i sardi .

E poi?

Ripristinare uno stato di legalità ad ogni livello, che valga per tutti. La Sardegna si salverà dalla crisi economica, etica, morale se avrà una nuova classe dirigente capace di avere un nuovo slancio, una nuova passione, capace di riempire di contenuti le promesse, guidati da principi di onestà e di impegno per gli altri. Serve un signore descritto come alto ,biondo, brunastro con i capelli lunghi. Se  non ora quando?