27/01/2013, 14:46

I candidati al Senato » Stefano Aresu: "Noi rispondiamo ai sardi non ai segretari di partito"

Nome e Cognome Anni Professione Vive a Titolo di studio
Stefano Aresu 45 Libero professionista Cagliari Perito industriale

 

 

 

 

Al secondo posto nella lista del Senato del movimento La Base c’è Stefano Aresu. Stefano vive a Cagliari ma è di origini ogliastrine. Territorio con il quale ha un forte legame. Come la maggior parte dei  7 candidati al Senato è alla sua prima esperienza politica. “Non ho mai militato in un partito, ne avuto tessere. La politica per me la fanno le persone e i programmi non le ideologie”.

Come ti ha conquistato La Base?
“E’ un movimento di cittadini non di politici di professione. Di persone che conoscono le problematiche della società perché la vivono. Che vogliono migliorarla con idee concrete”.

Cosa pensi delle primarie, metodo utilizzato da La Base per la scelta dei candidati?
“E’ una grandissima risorsa per tutti i partiti. Certo da migliorare, affinare e soprattutto da rispettare nei risultati. Da questo punto di vista molti dovrebbero ancora studiare.  La Base, invece, è un esempio per tutti. Da noi ci sono regole precise in cui si salvaguarda innanzitutto il voto dei cittadini. Per me che l’ho vissuta in prima persona è stata una bella esperienza, emozionante”.

Cos’è la politica per Stefano Aresu?
“Ascolto, rispetto, dialogo. In politica ci si mette a disposizione del cittadino. Devi dialogare, capire il suo problema e dargli delle risposte. Non ci sono delle ricette scritte uguali per tutti. In politica bisogna saper fare dei passi indietro e mettersi in discussione sempre".

Quali devono essere le priorità della politica?
"Il lavoro. Le persone disoccupate sono umiliate, non possono pensare al futuro, programmare la priorità vita. Deve essere al primo posto di tutte le proposte politiche. In provincia di Cagliari ci sono 24 mila persone a spasso provenienti dal mondo dell’edilizia. In questo settore, che è il pilastro della nostra economia, siamo fermi e per riprenderci ci vorranno degli anni. Nel programma de La Base si parla di lavoro, di giovani, di imprese sarde. Il programma, le cose da fare, per noi sono centrali. Anche le primarie erano incentrate molto sul nostro programma. Noi candidati abbiamo firmato il patto con i cittadini, ci mettiamo la faccia e firmiamo quello che vogliamo fare".

Il patto con i cittadini dice anche che se eletti prenderete un’indennità di 3 mila euro.
"Certo. Anche quello è un segnale. La politica non può essere insensibile, distante dalla realtà. 3 mila euro è più o meno lo stipendio di un dirigente scolastico. Cioè persone che svolgono un ruolo fondamentale nella società: l’istruzione dei giovani, dei nostri figli. Ecco, riteniamo che la responsabilità di un dirigente scolastico sia comparabile alla responsabilità di un senatore. Perché dovrebbe prendere 5 volte tanto?"

E il resto dei soldi lo date agli studenti.
"Lo investiamo per una causa giusta: i giovani. Abbiamo pensato a delle borse di studio per gli universitari".

Se eletto?
"Non mi stancherei di presentare proposte di legge. Le abbiamo già pronte. Continuo ascolto delle persone. Uno dei punti del Patto con i cittadini sono le Basi di ascolto. E da lì che arriveranno le priorità. Noi rispondiamo ai sardi non a segretari di partito".