18/03/2017, 17:15

Economia » La Base: "Lo strumento voucher andava regolamentato non eliminato per paura del referendum"

Il movimento politico La Base non ha suoi rappresentanti in Parlamento  e perciò non ha modo di poter far sentire la propria voce in modo  diretto, ma non per questo intende rinunciare a dire la sua sulla  “questione voucher”.
Il Governo Gentiloni ha abolito attraverso decreto il sistema ‘buoni  lavoro’, i cosiddetti  voucher.  Questi ultimi hanno come finalità  quella di "regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite  appunto 'accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro  in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non  regolamentate" come spiega l'Inps sul proprio sito web.
Il sistema dei voucher è indubbiamente un sistema valido se ben  controllato ed utilizzato per la sua finalità ultima, quella di  regolamentare il lavoro accessorio.
È indubbio che l’utilizzo di questo strumento fosse divenuto anche un  escamotage per coloro i quali non volevano dare dignità e giusti  diritti ai propri lavoratori, ma era compito del Governo mettere in  atto delle giuste misure di controllo.
Questo decreto, che include anche norme sugli appalti, ha sicuramente  avuto il fine ultimo di bloccare il referendum previsto per la  prossima primavera, recependo il quesito referendario proposto dalla  Cgil. Sicuramente non si poteva affrontare un ulteriore 4 dicembre.
I buoni, dagli incroci dei dati Inps, Istat e Ministero del Lavoro,  nel 2016 sono  stati utilizzati soprattutto nel terziario con redditi  annui dei lavoratori oscillanti tra i 2mila e i 3mila euro, di cui il  24% suddiviso tra pensionati e inoccupati. Questi dati ci fanno  pensare che se non si troveranno celermente delle misure alternative  si arriverà ad una depressione di molti settori e incrementeranno il  sommerso e la crisi lavorativa, la quale pesa già enormemente nel  nostro Paese.
Tale vuoto non può essere giustificato dal timore referendario. I  referendum sono l’atto di democrazia più alta. Le opportune  contromisure si sarebbero assolutamente dovute ricercare prima della  decisione del Consiglio dei Ministri.

 

Valeria Piras

Responsabile Settore Lavoro – Movimento La Base