12/02/2016, 11:31

Comunicati stampa » Fiera Campionaria della Sardegna: le idee per il rilancio di un ente in crisi finanziaria

La Fiera campionaria della Sardegna è in crisi finanziaria, con oltre un milione di euro di debiti, ed è reale il rischio che la Camera di Commercio di Cagliari si trova costretta a metterla in liquidazione. 

La Base farà quanto in suo potere in tutte le sedi istituzionali e politiche per evitare il rischio che venti lavoratori, oltre all'indotto, si trovino di colpo a casa.

Ma non è accettabile che si esca da questa situazione senza aver prima attentamente valutato le responsabilità e i fatti.

Risulta che i crediti della Fiera verso fornitori siano superiori a cinquecentomila euro e che nessuna azione legale sia stata in questi anni intrapresa per il recupero dei crediti, con il rischio che questi siano prescritti o comunque non esigibili.

Una Fiera rinnovata negli uomini e nei progetti in una città capitale della Sardegna che intende vivere di turismo ha bisogno di un piano di ristrutturazione e rilancio radicale. A cominciare dalla pianificazione, durante l'anno, di saloni specialistici capaci di richiamare le aziende e gli appassionati dei settori.

Un esempio in questo senso sono il salone della moto di Milano come quello del paramento sacro a Vicenza, del tutto simili al salone "Fiori e spose" della Fiera di Cagliari che non produce perdite alle casse della Fiera.

E' anche necessario legare la funzione e la programmazione della Fiera ai programmi dell'amministrazione comunale, coordinando alcune iniziative che possono essere più felicemente e per tutti i dodici mesi organizzate nel grande spazio di viale Diaz invece che nelle piazze cittadine, da destinare più felicemente agli autentici mercatini dell'eccellenza dell'artigianato sardo. 

Anche la grande attività congressuale potrebbe riprendere la strada della Fiera, dopo anni di incredibile abbandono.

In alternativa, senza un progetto di rilancio serio e ragionato, qualcuno dovrà spiegare che senso ha tenere in piedi al centro della città uno spazio enorme e quasi sempre vuoto.

 

Claudio Cugusi, coordinatore del Capo di sotto