La Base si candida a rappresentare la Sardegna, con le sue donne ed i suoi uomini, ma, soprattutto, con le proprie idee.

Idee che servono per avviare il dibattito sul futuro della nostra isola.


377 volte Sardegna
La Sardegna esiste grazie alle sue comunità. I 377 Comuni dell'isola sono i luoghi dove si deve esercitare la sovranità nella nostra terra. I Comuni amministrano e spendono in prossimità dei cittadini che possono intervenire e controllare. La Regione fa le leggi ed i Comuni decidono cosa fare per le proprie comunità, associandosi fra loro per gestire funzioni e servizi di area vasta.

Università della Sardegna: istruzioni per l'uso
Il futuro della nostra comunità è nelle mani della nuova generazione glocal (mezzo globale e mezzo locale), che deve istruirsi e conoscere. Per questo bisogna partire dal Sistema Universitario Unico della Sardegna, con un'unica offerta formativa tra gli attuali atenei, la gestione dei fuori sede, del tempo libero e di tutte le attività che ruotano attorno all'industria del sapere. Sistema che deve trovare le basi da una riorganizzazione del sistema educativo primario e secondario, attraverso il superamento delle scuole dell'isolamento e l'avvio dell'organizzazione a Campus del Sapere intercomunali.


Reddito giovane
La nuova generazione deve essere messa in condizioni di poter provare a rimanere nella nostra isola. Un reddito minimo garantito per tutti i giovani dai diciotto ai trent'anni per formarsi, istruirsi, avviare un'impresa, trovarsi un lavoro autonomo e persino creare una famiglia. Loro sono l'unica chiave per il cambiamento ed il miglioramento della nostra comunità. Investiamo in persone e non in progetti inutili e dispendiosi. I soldi ci sono, basta toglierli ai parassiti che si portano dietro i politici.


Interessi per i sardi, ma non per quelli a fondo perduto
Eliminare il fondo perduto in qualsiasi azione a favore delle imprese. La Regione, anche attraverso un accordo con le banche, interviene per sostenere l'accesso al credito e l'abbattimento degli interessi. Nessuno deve venire in Sardegna per portare via soldi, ed i sardi che vogliono fare impresa non devono farlo da assistiti.

 

Sovranità alimentare: mangio quello produco e vendo quello che non consumo
Decidono i sardi cosa produrre e cosa mangiare. I prodotti sardi devono avere l'etichetta con il logo della nostra isola. Ogni piccola attività commerciale avrà un credito di imposta per garantire uno scaffale ai nostri prodotti. Le mense scolastiche avranno i prodotti sardi gratuitamente, attraverso contratti di sponsorizzazione e somministrazione sottoscritti dalla Regione.


Latte ovino ad un euro: ok il prezzo è giusto
Accordo promosso dalla regione con associazioni agricole, movimenti dei pastori, industriali caseari e cooperative. L'unico dato certo il prezzo del latte ad un euro. Il resto si costruisce assieme attraverso il sostegno alla commercializzazione ed al miglioramento del sistema di trasformazione.


I porti e gli aereporti sono stati costruiti con i nostri soldi
E' vergognoso  che i sardi paghino con soldi pubblici la gestione del flusso turistico estivo mascherata sotto il nome "continuità territoriale per i sardi". Formiano una società con un amministratore unico (selezionato pubblicamente tra i tanti giovani sardi che stanno girando il mondo) che con tremila euro al mese gestisca porti ed aereoporti ed iniziamo a dettare le nostre regole. In questo modo padroni delle strutture che abbiamo costruito con i nostri soldi.


A casa chi ha fallito e non ha rispettato i sardi
La situazione attuale della Sardegna è il fallimento di una classe politica distratta e veicolata dai giochi di potere. Chi amministra o viene eletto, a qualsiasi grado di governo, non deve avere altro interesse al di fuori dell'impegno concreto per la terra che rappresenta.

 

Acqua non oro

La Sardegna non è contenta della gestione fatta da Abbanoa. Rubinetti spesso a secco, abusi contro i consumatori, fatture poco chiare. E di nuovo, sindaci disperati per le situazioni di disagio vissute dai propri cittadini. Eliminiamo i costosi Cda chiusi nei palazzi cagliaritani e diamo gli stipendi dei dirigenti incravattati ai Comuni o alle Unioni di Comuni per mettere a posto le condotte, assegnando a loro anche la gestione del servizio.

Pacas e bonas
Infine, precisiamo che la Base non chiederà il voto al proprio simbolo ma alle persone scelte nei territori, per questo la lista sarà aperta a tutti coloro che condividono lo spirito delle idee che condividiamo. Non vogliamo prendere il potere ma governare, per questo siamo severi prima di tutto con noi stessi e poi con quelli che condividono il progetto.

Credibilità. Determinazione. Coraggio.